Quali sono i “sintomi” della difficoltà di un’azienda e quando cominciano ad essere veramente un segno di una crisi annunciata?
Come affrontereste tali situazioni. L’argomento è vasto ed e’ stato approfondito in piu’ discussioni da me aperte in diversi gruppi di LinkedIn. Dopo molti commenti, ne ho tratto un riassunto secondo me molto molto utile. Leggetelo attentamente.

sintomi-crisi-impresa

PUNTO DA TENERE SOTTO CONTROLLO:
aziende sottocapitalizzate, aziende non equilibrate secondo l’aspetto patrimoniale.

 

SINTOMI:
• riduzione del fatturato che non copre piu’ costi fissi
• scarsa liquidità, difficoltà a onorare le scadenze
• squilibri rilevati dai dati di bilancio
• ricorso delle banche, enti finanziari
• numero degli ordini/commesse in ribasso – fatturato costantemente in calo
• numero appuntamenti ridotto
• telefono non squilla, le e-mail sono diminuite, i fax diminuiscono, la centralinista e’ senza lavoro
• visite in azienda diminuiscono
• assenteismo, turnover
• mancata organizzazione dei processi ed una supervisione delle funzioni del personale
• calo competitività e know how aziendale
• mancata soddisfazione dei propri clienti con proposte tecnico commerciali appetibili
• cambiamento di stile, sorriso mancante, nervosismo e isolamento personale
assenza servizio adeguato al cliente

 

ELEMENTI/CAUSE IMPUTABILI ALL’IMPRENDITORE:
• l’imprenditore non si accorge che è in crisi e sottovaluta i sintomi
• mancanza innovazione prodotto (creare prodotto di alto valore oltre le aspettative del cliente); l’imprenditore che ha sviluppato l’azienda con quel prodotto che gli ha portato utili non comprende perché deve modificarlo
• mancanza della cultura del miglioramento continuo della qualità (prodotto/processo/servizio, organizzazione interna, customer’s care)
• mancanza utilizzo strumenti informatici e ICT
• non crede piu’ nel core business, porta sfiducia nel sistema azienda e all’esterno
• non fa ricorso ai nuovi strumenti di aiuto (consorzi temporanei / gruppi d’acquisto/rete imprese/fondi)
• mancanza di crescita di potenzialità (ma farlo senza incrementare i costi di funzionamento)
• poche strategie di vendita e mancato sviluppo di piani per l’internazionalizzazione dei prodotti
• mancata ricerca di prodotti di “nicchia” differenziati
• mancanza di completa di visione strategica e l’assenza di attività a carattere previsionale
• complesso di inferiorità verso la crescita e la diversificazione, non vuole la crescita perchè crescere vuol dire confronto e efficienza
• imprenditore non è formato
• imprenditore non ha una conoscenza contabile e non sa leggere il proprio bilancio
• non sa come proporsi da solo nei mercati esteri
• successione della direzione (passaggio generazionale) a persone impreparate
• personale inesperto nei ruoli dirigenziali
• mancanza di strumenti di controllo per ottimizzazione costi
• mancata conoscenza del mercato, non sa la collocazione dell’azienda nel mercato, e non sa cosa pensano i clienti del suo prodotto
• un concorrente che ha portato innovazione su quel mercato facendo divenire obsoleto il vostro, tale da non essere più riconosciuto nel vostro campo come prodotto leader
• troppa dipendenza dalle banche e non riesce a finanziarsi da solo

 

STRUMENTI DI PREVENZIONE:
• sano e REALE controllo di gestione, sia sulla produzione sia sul settore finanza, preventivo e metodico
• un accurato controllo dei crediti
• analisi della competitivita’ ((prezzo, gamma prodotti obsoleti) trovando i punti deboli
• formazione personale

 

SPIA ALLARME:
• rimanda uno o piu’ pagamenti che deve essere onorato nel breve (altrimenti individuare con urgenza la perdita di margine)

 

STRUMENTI DI INTERVENTO SE SI ACCENDE LA SPIA D’ALLARME PER I RITARDATARI.
• subito ad un controller dei costi specializzato nel settore dell’analisi
• sviluppare una comunicazione efficace all’interno delle organizzazioni aziendali
• analisi economico/finanziaria, il commercialista non sempre ne ha le competenze (di solito non effettua analisi finanziarie strategiche)
• verificare lo stato di salute dell’azienda attraverso l’estrapolazione di dati per l’analisi:
– di verifica mensile aggiornato
– portafoglio impegni
– ottimizzazione costi
check list:
1) vedere procedure
2) analisi delle attività, chi fa cosa
3) fare verifiche periodiche (utilizzo di indicatori)
4) stampare saldi banche settimanalmente

ANALIZZARE 3 MACRO PROCESSI per vedere dove si annida
la crisi trovando punti di forza e di debolezza:

1) approvigionamento (merci/informazioni)
2) lavorazione (merci – stoccaggio o lavorazione//informazioni
contabilità generale analitica,fiscale, indusriale)
3) spedizione (merci- vendita/informazioni – report, bilancio, F24)

La check list non è la soluzione per l’imprenditore, è lo strumento che usa quotidianamente.
fase 1 > ripassando la check list, comprenderà (forse) se e dove c’è una debolezza.
fase 2 > individuata o no la criticità procederà autonomamente, oppure si rivolgerà al commercialista o ad un altro specialista.
fase 3 > in questa fase 3 dovrebbe apparire il controller

 

PROFILO CARATTERISTICHE DI UN IMPRENDITORE MODELLO.
L’imprenditore richiede doti umane e relazionali non comuni, visione e mentalità strategica, un background formativo importante e tanta vita sul campo.
Spero che questo breve riassunto possa essere di aiuto o di spunto per migliorare ed evitare certe situazioni di criticita’.

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Se ti va puoi leggere anche http://www.consiglioweb.com/aumentare-il-fatturato-e-gli-incassi/

A presto.
Consiglio porta consiglio!
Milena M.

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