Mancanza di liquidità aziendale – gestione liquidità aziendale

L’andamento dei flussi monetari segnalato dal Rendiconto, è indicativo delle condizioni di solvibilità e di liquidità dell’azienda, vale a dire della sua capacità di far fronte nella misura e alle scadenze richieste alle esigenze finanziarie della gestione, spesso c’è mancanza di liquidità aziendale.

Mancanza di liquidità aziendale per mala gestione

Non tutti i costi e i ricavi hanno la loro relativa corrispondenza finanziaria immediata, cioè non hanno il relativo incasso o esborso nell’esercizio in cui si realizzano.

Capita che le aziende non considerino con attenzione la liquidità aziendale; è il carburante che alimenta il motore aziendale!

Se non c’è cassa, l’azienda non può assolvere ai propri doveri nei confronti dei fornitori, del personale, del Fisco, degli stakeholders.

Il cash flow è fondamentale nella vita aziendale; la gestione e la pianificazione delle scadenze di pagamento e incasso è d’obbligo per avere un controllo dei flussi finanziari aziendali nel breve, medio e lungo periodo per non trovarsi in una situazione di mancata solvibilità e di crisi di liquidità.

I fallimenti si fanno per cassa, non per competenza.

Puoi avere un fatturato in aumento, ma se non curi gli incassi come si dovrebbe, il risultato delle vendite è praticamente inutile, se non ti occupi di incassare quanto ti spetta.

Hai acquistato merce, servizi, hai sostenuto costi di commessa per la produzione dei prodotti, costi della manodopera, di logistica e poi non incassi la vendita?

C’è qualcosa che non va, ti piace lavorare inutilmente?

Nelle piccole e medie aziende, spesso questo aspetto viene sottovalutato.

Dovrebbe essere una cosa scontata seguire il cash flow aziendale, la pianificazione dei propri crediti, invece non è così, c’è molta improvvisazione.

Gestione liquidità aziendale è necessaria

La gestione liquidità aziendale è un dovere dell’azienda, un’impresa non può avere un’amministrazione che trascura gli incassi di pagamento.

A volte le aziende hanno personale ridotto specialmente nell’ambito amministrativo (le figure impiegatizie sono considerate costi improduttivi per molti imprenditori).

Queste figure svolgono mansioni diverse e si occupano soprattutto di adempimenti fiscali, di assolvere gli obblighi di fatturazione e IVA, di sistemare le pratiche giornaliere, di mettere in ordine quello che non fanno gli altri, assistenza al telefono, ai clienti e molto altro, trascurando quello che non è una “scadenza fissa” imposta dal Fisco, può sempre essere fatta in un momento successivo, ma quando? Dopo.

Una piccola azienda non può permettersi di lasciare i crediti in gestione ai propri clienti, non può mettere in secondo piano l’attenzione ai propri crediti.

Perché dico lasciare i crediti in gestione ai propri clienti?

Perché i pagamenti in rimessa diretta o bonifico, non hanno una scadenza fissa come le ricevute elettroniche, spesso e volentieri vengono pagati in ritardo rispetto alla scadenza e le aziende fornitrici devono sempre sollecitare e ricordare più volte il pagamento.

Una mala gestione dei crediti può portare a dei disequilibri finanziari notevoli.

Inoltre i crediti non sollecitati diventano poi nel tempo crediti inesigibili, successivamente perdite su crediti in Bilancio, non più incassati quindi “LAVORO A SUO TEMPO, FATTO PER NULLA”.

E’ sempre più difficile incassare un credito a distanza di tempo, considerando che c’è anche una prescrizione di 5 / 10 anni a seconda del cliente pubblico o privato; quindi potrebbero anche rifiutarsi di pagare dopo il termine legale.

Mancanza liquidità aziendale – quando i processi non dialogano

Certe volte capita che ci siano disequilibri finanziari per effetto di una mancata programmazione delle scadenze tra reparti aziendali.

L’ufficio acquisti non dialoga con il reparto commerciale delle vendite; lavorano in maniera autonoma non consultandosi a vicenda, soprattutto quando si parla di lavori di commesse molto grosse in cui il lavoro si trascina nel tempo.

Nelle piccole aziende è necessario pianificare a monte certi pagamenti sulla base degli incassi, quando parliamo soprattutto di situazioni in cui la liquidità è piuttosto risicata.

La gestione liquidità aziendale deve avvenire con attenzione e costanza senza dimenticare questa cosa importante:

I clienti si dimenticano di pagare spesso e volentieri, mentre i fornitori ti ricordano sempre che è tempo di pagare

Per quanto possibile #consiglio sempre di applicare delle condizioni cliente con pagamento elettronico ri.ba. (ricevuta bancaria), le grandi multinazionali spesso non accettano le ri.ba, la Pubblica Amministrazione non può essere pagata a mezzo ricevuta bancaria ma deve essere appoggiata su conti correnti dedicati ai fini della tracciabilità dei pagamenti.

Mancanza di liquidità aziendale è uno dei fattori che porta al fallimento

Ebbene SI’ la crisi di liquidità è una delle cause che porta alla chiusura dell’azienda; ad un certo punto l’azienda non riesce ad adempiere ai propri debiti verso l’esterno e verso i dipendenti.

Perché si arriva quindi al fallimento o chiusura aziendale?

Le cause principali sono la mancanza di fatturato; una crisi di liquidità è la conseguenza di una crisi del settore aziendale.

Altra causa: un eccesso di indebitamento verso terzi e insolvenze da parte di clienti (target non selezionato accuratamente); ad un certo punto l’azienda non riesce più a sostenere da sola questa situazione e non ha più l’aiuto di banche o finanziatori perché si rifiutano di concedere ulteriormente credito ad una società rischiosa che non dà garanzie.

L’azienda non fattura più come all’inizio per varie motivazioni: target, crisi di settore, nuovi concorrenti, nuovi prodotti, crisi di mercato, concorrenza sleale ecc… e nel frattempo nel corso degli anni, non si è adeguata ai cambiamenti non accorgendosi o sottovalutando alcune problematiche che sarebbero state rilevate subito se avesse fatto analisi di bilancio e controllo di gestione.

Un’azienda che non mantiene attive le vendite, non si innova nel prodotto e/o nei servizi, è destinata a cessare, l’azienda ciclicamente deve rivedere la propria strategia aziendale.

Indici di bilancio e flussi di cassa

Il Codice crisi impresa e d’insolvenza imporrà l’obbligo per alcune Società che rientrano entro determinati parametri di nominare revisori o figure preposte ad adottare strumenti necessari per evitare la crisi d’impresa monitorando la situazione aziendale nel tempo.

Si guarderanno con più attenzione i numeri del bilancio, introducendo dei sistemi di allerta per controllare gli equilibri aziendali, i flussi finanziari per attuare prevenzione, garantendo la continuità aziendale.

Gli Indici di Bilancio permettono di confrontare voci di Bilancio opportunamente raggruppate e rapportate secondo alcuni criteri per determinare dei valori che danno indicazioni utili sullo Stato di equilibrio patrimoniale, economico, finanziario.

La liquidità può inoltre essere monitorata meglio con il rendiconto finanziario, l’analisi per flussi è basata sullo studio dei movimenti finanziari (fonti e impieghi) che avvengono durante la gestione aziendale.

Entrambi i tipi di analisi presentano dei limiti, in quanto i “valori segnaletici” desumibili dai dati di Bilancio non hanno significato autonomo, devono essere confrontati nel tempo considerando più esercizi possibili e devono considerare anche gli altri indici calcolati.

E’ utile inoltre confrontare la propria situazione d’impresa con altre aziende operanti nello stesso settore di attività, le analisi per esempio danno sicuramente degli elementi, per capire se c’è una crisi di settore.

I dati di analisi, vanno a integrare tutte le informazioni extra contabili a disposizione dell’azienda per avere un quadro completo.

Alcuni indicatori utili per misurare l’equilibrio patrimoniale e finanziario sono gli indici di rotazione tra cui l’indice di rotazione dei crediti che misura il numero di volte in cui il portafoglio dei crediti si è rinnovato, indici di rotazione delle rimanenze e dell’attivo corrente.

Ci sono poi gli indici patrimoniali di rigidità e elasticità degli impieghi, indice di capitalizzazione; indice di solidità e indici di liquidità servono a valutare la solvibilità dell’azienda ossia la sua capacità a far fronte agli impegni finanziari di prossima scadenza con le proprie risorse liquide o prontamente liquidabili.

Per valutare inoltre con maggiore attendibilità la solvibilità dell’azienda è utile calcolarne la Posizione finanziaria Netta PFN che se positiva indica l’eccedenza delle disponibilità liquide e dei crediti di finanziamento a breve rispetto ai debiti di finanziamento a breve, medio e lungo termine; in caso di valore negativo si parla invece di indebitamento finanziario.

Ogni indicatore va confrontato con tutti gli altri indicatori necessari per non avere “falsi” i dati vanno sempre e comunque analizzati nel dettaglio per comprendere meglio nel tempo l’evoluzione o il peggioramento e segnali particolari.

Questi sono solo alcuni degli indicatori che riguardano l’aspetto liquido aziendale, ma ne esistono altri per avere il quadro completo dell’azienda, per capire se è in equilibrio economico, patrimoniale, finanziario.

Cosa posso fare per te?

Consulenza a 360 gradi, dalla gestione e pianificazione finanziaria e di impostazione processi, al controllo con indici di bilancio, alla gestione aziendale per determinare margini e prezzi correttamente, all’analisi del mercato, alla strategia aziendale considerando anche il Web Marketing visto che mi occupo di SEO e di posizionamento nei motori di ricerca internazionali.

Tutto questo rientra nei miei obiettivi, il mio scopo è fare crescere le aziende, svilupparle, migliorarle nella cultura e innovarle nel tempo.

Spero di sentirti quanto prima.

Aumentare il fatturato aziendale, strategia aziendale di posizionamento brand

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