Analisi aziendale completa per evitare crisi aziendale, prevenire è meglio che curare

Non mi stancherò mai di ripetere quanto sia importante fare un’analisi aziendale completa, come prevenzione per evitare una possibile crisi aziendale.

Anche le migliori aziende possono fallire!

Si pensa sempre che il fallimento e la crisi coinvolgano solo gli altri e noi siamo intoccabili.

Quando invece ti rendi conto che probabilmente ci sei dentro, ma non sei ancora convinto e continui a sperare che qualcosa cambi, è già troppo tardi.

Perché questo?

Perché non hai fatto un minimo di prevenzione per capire che dovevi cambiare.

Sono i numeri che parlano in questo caso, non la speranza di risollevarti, questa non muore mai.

Analisi aziendale completa

Un’analisi aziendale completa ci permette di conoscere in maniera approfondita la situazione aziendale economica, patrimoniale, finanziaria mettendo in luce eventuali segnali di sofferenza iniziale che possono successivamente essere arginati; può evidenziare elementi di criticità ben più difficili da risolvere, se si ha atteso troppo per intervenire.

E’ difficile salvare un’azienda quando è in fin di vita, quando sta esalando gli ultimi respiri, soprattutto quando manca la variabile necessaria il “tempo”.

Spesso il tempo non è sufficiente per trovare una nuova strategia o un sistema per ottenere “credito”, fiducia da possibili investitori o rivedere l’intera struttura aziendale.

Difficile poi trovare investitori che credono in un’azienda moribonda, bisogna sempre capire le cause di questi problemi, a volte si possono risollevare se sono problemi di mancata impostazione, equilibri, costi eccessivi per la struttura, incapacità dirigenziali, mancanza di azioni strategiche incisive.

Se si tratta di un’azienda che ha un prodotto obsoleto, un’attività decadente ormai sorpassata non più competitiva, è necessario del tempo per valutare possibili soluzioni e cambi di strategia.

Chi mai vorrebbe finanziare un’azienda destinata al fallimento? Le banche?

Aspettano volentieri il fallimento per pignorarvi o ottenere quanto avete messo magari a garanzia a suo tempo!

Analisi aziendale pochi la fanno ora, ma ci saranno dei cambiamenti.

Il Codice Crisi Impresa ha messo un po’ di ordine.

Si è visto come le aziende arrivino al fallimento senza avere fatto una dovuta attività preventiva di controllo, che sicuramente avrebbe messo in luce alcuni aspetti critici se fosse stata fatta inizialmente.

Sì è imposto l’obbligo per certe categorie di aziende con certe dimensioni di dotarsi di organi di controllo revisori, sindaci o professionisti abilitati preposti per attuare assetti e verificare gli equilibri attraverso un calcolo di indicatori per verificare se c’è situazione di crisi o meno e se c’è un rischio di continuità aziendale.

Pertanto le aziende saranno obbligate ad attuare certi adempimenti e inserire nella loro attività il controllo, la pianificazione a breve, medio, lungo termine, per essere certe di non correre dei rischi.

Anche se ci sono state delle proroghe è utile partire fin da subito, questa è un’opportunità data alle aziende per crearsi una cultura aziendale non è solo l’ennesimo adempimento burocratico, avrà un suo costo, ma porterà beneficio se fatto da persone esperte.

Non sarà semplice come molti pensano, perché le nostre aziende sono principalmente micro imprese dotate di personale ridotto, spesso non sufficiente a svolgere tutte le funzioni con un certo metodo e controllo e soprattutto competenza.

La difficoltà più grande sarà la puntualità nell’avere dati aggiornati e corretti ogni 3 mesi per fare le previsioni necessarie e soprattutto avere delle previsioni di flussi futuri attendibili, quanto più veritieri.

Spesso le aziende non riescono ad avere una previsione certa del lavoro oltre i 120 gg e quantificarlo, non gestiscono gli ordinativi attivi e passivi con sistemi gestionali, quindi il problema maggiore a mio avviso sarà quantificare le previsioni non è per nulla semplice soprattutto quando il personale non è formato ed è in numero ridotto.

Chissà cosa ne pensa il revisore in questo caso?

Svolgo attività di consulenza direttamente in aziende e collaboro con commercialisti, certe cose le vivo per esperienza diretta, ci vuole tempo per conoscerle e gestirle con competenza, mi chiedo come farà un commercialista revisore spesso tributarista con un parco clienti piuttosto esteso a gestire completamente  tutte le aziende con delle semplici collaborazioni a ore, come gestirà tutte questi problemi gestionali ordini, pagamenti, insolvenze, previsioni, margini, ottimizzazione dei processi e delle risorse?

E’ sicuramente una figura di fiducia e di riferimento per le aziende ma… avrà bisogno di persone competenti che sappiano fare analisi e controllo interno e che abbiamo una certa presenza costante in sede, a mio avviso nasceranno collaborazioni in questo senso per chi non l’ha ancora considerato, mi ritengo un anello di congiunzione tra il revisore e la realtà aziendale.

Secondo voi un revisore si prenderà certe responsabilità non conoscendo totalmente la gestione aziendale?

Io qualche dubbio ce l’ho in merito e qualche commercialista con cui ho parlato si rifiuterà di fare attività di revisione in aziende non conosciute, troppe responsabilità e troppo lavoro su aziende “sconosciute”.

Vedremo cosa succederà. Per chi vorrà sarò a disposizione per collaborare.

Analisi strategica aziendale: il budget commerciale

Quando parlo di analisi non considero solo l’aspetto di Bilancio e dei flussi della contabilità, ma l’analisi degli obiettivi aziendali, di come si utilizza un budget di marketing e delle azioni che l’azienda sta attuando attraverso la rete commerciale o attraverso sistemi di comunicazione.

E’ importante seguire una strategia aziendale soprattutto se integrata con una strategia di Web Marketing, è necessario porsi degli obiettivi e verificarne l’efficacia nel tempo per vedere se gli investimenti sono fatti con risultato o meno.

Non esiste a mio avviso una disconnessione tra offline e online, ormai una strategia completa è integrata e richiede multicanalità.

Analisi Swot è necessaria in caso di fase di lancio di nuovo prodotto, di una nuova idea, così come sono necessarie analisi per attuare piani strategici per avere dei risultati nel Web, non deve esistere l’improvvisazione, i tentativi senza avere una meta da raggiungere, sarebbero uno spreco di risorse umane e monetarie senza avere un ritorno sull’investimento.

Analisi aziendale benchmarking

Perché non conoscere com’è posizionata l’azienda rispetto ai competitors, è possibile analizzarne anche l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario dei competitors o di gruppi di aziende con caratteristiche più o meno simili.

Il posizionamento competitivo consente di elaborare il confronto tra un certo numero di imprese scelte nominativamente dall’utente o dell’azienda rispetto ad un gruppo, sono dati interessanti per studiare certe aziende che hanno parametri simili, ma che possono dare risultati differenti per strategie, struttura, assetti organizzativi.

Il competitor è sempre un punto di riferimento per qualsiasi valutazione: controllo, di determinazione valore aziendale o per strategia.

Un’analisi di benckmarking si può attuare anche per il Web, è possibile per esempio conoscere  il posizionamento “dell’avversario” per  capire come muoversi e superarlo, un posizionamento nei primi posti della Serp nel Web dà maggiori risultati e contatti, quindi è necessario posizionarsi sopra il competitor e non solo questo, va rafforzato il brand in tutti i canali di comunicazione, non solo nei motori di ricerca.

Un brand va costruito per essere ricordato ovunque.

Analisi clienti e analisi fatturato

Già molti imprenditori fanno analisi sul fatturato, a volte comparate rispetto ai mesi precedenti o rispetto agli anni precedenti, l’imprenditore ha un po’ la “mania” di chiedere  il fatturato i primi giorni del mese e il suo scopo nella vita aziendale! 😉

Non importa se non si ha chiuso la fatturazione del mese precedente, deve avere il fatturato!

Non voglio prendere in giro ma la realtà è questa e spesso il valore viene solo comunicato verbalmente e poi fine, non si fa altro.

“Quanto ho fatturato questo mese?” Quante volte l’avete sentita questa frase!

L’imprenditore pensa sempre e solo al fatturato mensile, mai all’incassato e a quanta liquidità ha in conto corrente, se riesce o meno far fronte ai debiti correnti, se ci sono insoluti ricorrenti, non lo sa, è sicuramente un dato rilevante per capire l’andamento delle vendite, dei rischi di incasso, ma non va considerato solo quello, inoltre spesso la quantità del fatturato non è qualità, va studiata attentamente.

Analisi consulenza e gestione finanziaria

E’ necessaria l’analisi per capire le esigenze finanziarie, a volte si utilizzano forme di pagamento che non sono adatte al tipo di acquisto, si gestiscono sfasamenti di flussi attivi passivi con la liquidità corrente, utilizzando tutto quanto a disposizione non si considerando eventuali altre forme di copertura temporanea per via dello sfasamento dei cicli aziendali.

Non si considerano eventuali possibilità e strumenti per portare ulteriore liquidità aziendale.

Ogni azienda ha una sua storia, è organizzata per cicli produttivi, stati avanzamento tutto quanto va coordinato nelle scadenze della liquidità con soluzioni personalizzate per avere la migliore gestione a minori costi finanziari e costi aziendali, pertanto i cicli aziendali vanno impostati e ottimizzati in tutte le loro dinamiche.

Analisi aziendale: analisi dei dati contabili

Sembrerà banale ma la contabilità è il fulcro di ogni tipo di valutazione, pertanto le corrette registrazioni contabili assumono un ruolo essenziale, indispensabile per analisi di Bilancio successive e valutazioni sulle vendite, sui costi, sulla determinazione di marginalità pertanto è necessario verificare che il personale che registra la prima nota, sia personale competente che imputa correttamente le voci di costo e ricavo o patrimoniali nelle poste giuste.

Ho visto degli orrori contabili… che poi di conseguenza incidono nell’utile di Bilancio.

La contabilità è la base di partenza e deve essere più precisa possibile.

Analisi di magazzino: il mio amico Pareto

Non voglio annoiarti con la Storia ormai credo che il nostro amico Pareto sia conosciuto da tutti e può sicuramente essere d’aiuto nelle nostre analisi di magazzino e non solo quelle.

Ricordiamo che il magazzino assorbe cassa, pertanto andrebbe analizzato per ottimizzarlo ulteriormente e soprattutto per capire il trend di vendita per avere meno costi e sprechi di gestione.

Analisi statistiche aziendali

Chi non fa statistica aziendale dovrebbe farla, esistono ormai numerosissime statistiche di magazzino che vengono gestite in base alle proprie necessità, i gestionali ormai permettono di avere statistiche dalla fase preventiva , alla fase acquisita, dal preventivo, all’ordine, alla gestione del magazzino, alle consegne, al fatturato dettagliato come meglio si crede.

Le statistiche sono molto utili per capire trend e possibilità di sviluppo e crescita, poco sfruttate nelle aziende, avete mai pensato di chiedere uno sconto al fornitore a fine anno per raggiungimento di un certo fatturato per esempio?

Avete mai visto se in una determinata zona viene richiesto un certo tipo di prodotto maggiormente, rispetto agli altri?

Analisi soddisfazione cliente e dipendenti

Un’azienda che funziona bene è un’azienda attenta ai propri clienti e dipendenti, è un’azienda che sa raccogliere feedback e migliorare in base a quello che il cliente sa suggerire, pertanto ogni spunto negativo, può essere utilizzato per migliorare.

Ogni spunto positivo è un elemento in cui l’azienda può puntare.

Spesso questo avviene quanto c’è un’attenzione alla soddisfazione di tutti i processi. E’ un indicatore di qualità.

Un’azienda che punta alla soddisfazione, è un’azienda che punta alla qualità totale di tutto il sistema organizzativo interno e nei confronti dell’esterno.

Mi rendo conto che questo articolo è un po’ lungo, ma spero ti faccia capire l’importanza di fare analisi.

I dati sono il mio “pane” questo è il mio lavoro e come puoi vedere l’ambito è molto esteso e può raggiungere certe complessità, hai la possibilità di conoscere una persona che sa gestire quanto sopra menzionato, in completa autonomia e con professionisti specializzati, pensi ti possa interessare migliorare in qualche punto menzionato?

Ricorda che il cambiamento si attua a piccoli passi e i piccoli passi poi diventano normalità, quindi si va per gradi e per priorità.

Spero di fare parte del tuo processo di cambiamento aziendale mi farebbe piacere contribuire al benessere aziendale.

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